Il biberon è un valido aiuto nella gestione del bambino, consente la reidratazione e il nutrimento in modo comodo e in assenza di latte materno diventa uno strumento indispensabile per fornire l’apporto necessario di alimenti.

Come accade per il ciuccio o per il succhiamento del dito, il problema non è l’uso, bensì è l’azione o l’uso prolungato o inappropriato del biberon, che può avere delle conseguenza spiacevoli.

L’uso del ciuccio quando il bambino è stanco o agitato, ha lo scopo di calmarlo perché la suzione non nutritiva ripropone un movimento che il cervello riconduce alla sazietà e induce la calma. La stessa cosa avviene con il dito: il bambino si auto consola e si calma.  Il biberon aggiunge a questo aspetto il fatto di contenere bevande, succhi di frutta o latte, contenenti zuccheri (fruttosio, saccarosio, lattosio…).

Somministrare ripetutamente e a lungo liquidi zuccherati al bambino può portare a aumentare il rischio di sviluppare quella patologia chiamata “carie da biberon”. Il biberon associato al sonno fa si che questo tipo di carie sia particolarmente aggressiva perché gli zuccheri contenuti hanno modo di agire quando il bambino si addormenta e il flusso salivare diminuisce.  Il contatto diretto e prolungato fa siche si sviluppi la carie prevalentemente nei denti da latte frontali, per poi diffondersi rapidamente al resto della dentizione.

3 consigli per evitare la carie da biberon:

– Mettere solo acqua nel biberon evitando bevande zuccherate

– Evitare la somministrazione di zuccheri prima del sonno o dei sonnellini mattutini e pomeridiani

– Pulire il cavo orale del bambino con un garza inumidita o un ditale di gomma e appena possibile spazzolare i piccoli dentini per abituarli alla corretta igiene.

Abituare il bambino ad abbandonare le abitudini viziate, cercando di far si che sia una scelta e non una privazione e fare una visita di controllo consentono di ricevere informazioni importanti, di ridurre il rischio di sviluppare carie, di intervenire in stadi precoci di sviluppo cariogenico evitando così fastidi, dolori e l’eventuale perdita del deciduo che deve mantenere in arcata lo spazio per il dente permanente.

Nello studio ortodontico del dott. Ugo d’Aloja si usa una fotocamera specifica per diagnosticare le lesione cariose, così che il bambino sperimenti in modo sereno il contatto con gli strumenti di diagnosi e possa avere una consapevolezza completa potendo vedere, domandare e confidare nelle attenzioni del team.