Diagnosi ortodontica

La diagnosi è un atto medico che consiste nell’individuazione di una patologia in base all’analisi dei segni clinici e dei sintomi riferiti dal paziente e al risultato di specifiche indagini strumentali. Al primo incontro il medico indaga la storia del paziente attraverso l’anamnesi ovvero un questionario che ha come obiettivo verificare se ci sono o se ci sono stati eventi o situazioni nel passato che possono essere stati spia o causa del problema in corso. Per l’ortodonzia si indaga il bambino dalla gestazione al parto, durante lo svezzamento e durante la crescita, in quanto la formazione dello smalto inizia in gravidanza all’incirca alla 6^-7^ settimana di gestazione. Lo svezzamento riveste un’importanza fondamentale nel passaggio dal cibo liquido al solido con il passaggio alla corretta deglutizione e la permuta può incidere sullo sviluppo armonico delle arcate dentali.

La diagnosi ortodontica si avvale della visita clinica che consente al medico di osservare lo stato della bocca, denti, gengive, funzioni articolari e masticatorie oltre che deglutitorie. Si controlla la pervietà delle vie aeree per capire in che modo la respirazione può aver influenzato il quadro clinico e si monitora l’ossigenazione del sangue con un pulsiossimetro per capire se il bambino è sottoposto a costante sforzo respiratorio.



I passaggi della diagnosi ortodontica (anamnesi, visita clinica, valutazione delle vie respiratorie) sono sufficienti a formulare una diagnosi mentre per formulare il piano di cura, cioè il progetto secondo il quale lo specialista in ortodonzia conta di rimettere il bambino o l’adulto nelle condizioni ottimali di equilibrio masticatorio di corretta funzione e articolazione, è necessario procedere con indagini strumentali come fotografie del viso e della bocca per valutare il tono dei tessuti molli, fotografie delle arcate dentarie in diverse posizioni, impronte per lo sviluppo di modelli in gesso che riproducano la situazione esistente, radiografie panoramiche e di profilo per osservare lo sviluppo del cranio e, nello Studio Specialistico di Ortodonzia del Dott. d’Aloja si utilizza anche una pedana che consente di rilevare i punti di appoggio del piede per correlare i disturbi di postura all’occlusione. Si effettuano inoltre delle fotografie della colonna vertebrale per riscontrare eventuali asimmetrie di sviluppo o anomalie. Con tutte queste informazioni il medico procede alla realizzazione del tracciato cefalometrico che guiderà l’intera terapia.



La formulazione della diagnosi ortodontica avviene in 2 tempi, un primo incontro per l’anamnesi e la valutazione clinica, un secondo incontro più lungo per lo sviluppo delle indagini cliniche strumentali, da noi chiamate analisi di studio.

A seguito di questi 2 incontri il medico incontra paziente e genitori per l’esposizione del piano di trattamento che anticipa metodo, durata, obiettivi, controindicazioni e alternative terapeutiche.

Le informazioni contenute nel testo descrivono la modalità diagnostica scelta dal Dott. d’Aloja e non rappresentano un metodo universale. Ogni medico opera secondo la propria coscienza e sceglie la modalità che ritiene più adatta ed adeguata ad ogni singolo caso. I signori pazienti sono tenuti a rivolgersi al proprio medico se necessitano di approfondimenti sul metodo diagnostico utilizzato.